Secoli di tradizione cristiana
Le Tappe
Ogni tanto alzava gli occhi ai fastigi del duomo, che gli apparivano da prospettive diverse: dovunque sulle
guglie gotiche c'erano statue, fatte dello stesso marmo delle pareti, erano centinaia e centinaia. Pensò ai
maestri scalpellini che le avevano scolpite: uomini sconosciuti i quali, qui e altrove, avevano spesa la vita
intera, soprattutto nel medio evo, a scolpire con pazienza, e spesso con arte mirabile, le statue delle cattedrali, anche quando sapevano che una volta
issate al loro posto, nessuno avrebbe potuto ammirarle: nessuno, tranne Dio. Lui dopo tutto non si era sempre considerato uno scalpellino?
Sebbene scolpisse pagine anziché pietra.
(E. Corti, Il cavallo rosso)
Caratteristica fondamentale del romanzo ma anche dell'autore stesso è la forte matrice cattolica che emerge dalle pagine e dagli episodi dell'opera e dalla vita di Corti. La fede cristiana che sostiene gran parte dei protagonisti del romanzo nelle vicende personali, nei tempi di guerra, nel lavoro, ha lasciato nel corso dei secoli in terra brianzola numerose tracce che costituiscono ancora oggi gran parte del patrimonio storico e artistico del territorio. Particolare attenzione è dedicata, nella scelta delle tappe proposte, ai beni in stile romanico, oltre che per il loro intrinseco valore storico, architettonico e artistico, per omaggiare l'amore che Corti ha per l'era medioevale. Altre tappe importanti saranno i santuari mariani, per la profonda devozione che lo scrittore nutre per la Vergine Maria.
Tappe Percorso Cavallo Rosso: Casa di Don Gnocchi, Madonna del Rosario, Chiesa di Besana
Tappe sul territorio: un percorso lungo i secoli toccherà gioielli romanici quali la Basilica di Agliate con
architettura e affreschi di epoca medievale, il Monastero a Brugora (Besana) dall' elegante portale scolpito, la
Canonica di S. Salvatore a Barzanò, il complesso romanico di S. Pietro al Monte a Civate, il Duomo di Monza con sculture e affreschi gotici. La devozione mariana è invece testimoniata dal secentesco Santuario
della Beata Vergine del Carmelo di Montevecchia, dal Santuario di S. Maria Assunta a Triuggio, da quello di Madonna di S. Valeria a Seregno, oltre che dalle numerose cappelle ed edicole mariane.
Costituisce uno tra i più importanti esempi di architettura romanica in Brianza. All'interno della chiesa sono ancora visibili gli antichi affreschi che la decoravano interamente; annesso alla chiesa c'è il battistero, che presenta una rara struttura a nove lati.
Si tratta di un antico monastero benedettino femminile, risalente all'XI secolo, che oggi ospita una casa di riposo per anziani. Si segnala, oltre al magnifico chiostro, la vicina chiesa dei SS. Pietro e Paolo, dalle forme barocche.
Fondata alla fine del VI secolo dalla regina longobarda Teodolinda, è oggi una grande e importante chiesa. All'interno, nella Cappella di Teodolinda, è custodita la Corona Ferrea. E' possibile visitare il vicino Museo e Tesoro del Duomo che custodisce numerosi cimeli longobardi e non solo.
Sorto su un'antica chiesetta longobarda l'attuale Santuario è simbolo della devozione mariana della Brianza e della tradizione cristiana di questo territorio. E' infatti molto frequentato e punto di riferimento della devozione popolare. Perfetto per un momento di preghiera e per un panorama mozzafiato.
Il Santuario fa parte del Cammino di Sant'Agostino.
Fu costruito nella seconda metà del '600, dove sorgeva un'antica chiesetta, per ordine di S. Carlo e poi di Federico Borromeo. Sull'altare maggiore si trova un'antica immagine della Vergine, venerata dai fedeli del posto.
Il Santuario fa parte del Cammino di Sant'Agostino.